sabato 3 aprile 2010
Smentita ufficiale
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venerdì 30 maggio 2008
Alla ricerca dei nostri avi / 2
L’archivio dell’arcivescovado di Lucca è tra i più antichi al mondo. Molti documenti riguardano i longobardi di prima del Mille. All’orario di apertura entriamo insieme ad Andrea, l’esperto che ci ha aiutato nelle ricerche a Pescia e che si è offerto di darci una mano. Scopriamo che non lavora a Pescia ma è un libero professionista che fa ricerche per alcuni istituti di araldica e per privati. Ci siamo trasferiti a Lucca perché un Giovanni figlio di Piero d’Ulivo era della parrocchia di Boveglio, che fa parte della diocesi di Lucca. L’atmosfera è diversa rispetto all’archivio di stato di Pescia. Là avevamo trovato un archivista-muro e una signora-perfetta del gabinetto Viesseux in attesa del Professor Altisonante. Qua abbiamo due ragazze in infradito e una signora sorridente. Accanto a noi una laureanda consulta lunghissimi fogli secolari e trascrive sul computer i suoi appunti. Di fronte, un signore di mezza età con golf e cravatta cincischia col cellulare. E poi con Andrea siamo meno timorosi anche in questi luoghi. Anche lui: non si direbbe un animale da archivio. Jeans e scarpe da ginnastica, è un ragazzo alla mano. Me lo sarei immaginato come: precisino, pazientissimo, impostato. Invece s’arrabatta su quei documenti del ‘500 quasi fosse un gioco da bambini, s’arrabbia quando qualcosa non va per il verso giusto, la sua faccia cambia colore, suda, esulta per un certificato scovato in mezzo ad altre decine, stringendo i pugni come per un gol della propria squadra. Noi, più che altro, stiamo lì e guardiamo: il nostro aiuto diventa sempre meno prezioso. Non riusciamo a trovar nulla mentre lui trascrive tutti i dati relativi agli Olivo, Ulivo, Piero, Giovanni fino alla metà del secolo diciassettesimo. Che siano dei nostri avi o di rami collaterali non importa: ci ragionerà a posteriori. Non ci sono più i cognomi, si scrive solo in latino e la cosa si fa difficile. Andrea deve trovare più agganci possibile e più conferme possibili. Flavio prova a fermarlo: pausa caffè? Macché, vuol continuare. Alla fine cede e usciamo. (Lucca, una città quieta nella quale si può passeggiare in mezzo alla strada: da non credere). Riprendiamo. Finalmente! (forse). Certificato di battesimo: Olivo figlio di Vincenti figlio di Olivo. Chiamato così, probabilmente, perché nato la domenica delle palme. Tutto da verificare: ci vuole tempo e abilità, bisogna indagare risalendo indietro nel tempo ma anche scrutando i rami laterali alla ricerca di conferme o agganci. (E non ci sono solo le curie: potremmo aver bisogno degli archivi civili) Perciò torniamo a Pescia all’arcivescovado e, sempre guidati dall’ottimo Andrea, ci immergiamo nei fascicoli dei morti, anno per anno, tutti i D’Ulivo: ancora foto, appunti, schemi, ipotesi, calcoli, dubbi. La prossima settimana un altro appuntamento.
Ascendenze dirette:
- Silvio (1969) e Flavio (1966)
- Rodolfo (1939)
- Mario Renato Giovanni(1906)
- Candido Primo Giuseppe (1881)
- Giovanni Emilio Eduardo (1836)
- Candido Giovanni(1812)
- Anton Francesco (1788)
- Vincenzo (1748)
- Piero (1715)
- Giovanni (16..)
- Piero (16..)
- Ulivo?
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sabato 12 aprile 2008
Alla ricerca dei nostri avi - 1
Mio fratello Flavio mi ha trascinato in una ricerca genealogica della nostra famiglia. Sta raccogliendo ricordi tra i parenti ancora vivi e documentazione (foto, lettere, ecc.). E’ andato ad indagare a Pescia perché il nostro bisnonno era di lì. Nei mesi scorsi ha fatto una prima ricognizione all’archivio di stato e al vescovado. Ieri mi sono unito a lui e abbiamo dedicato diverse ore alla caccia dei nostri avi.
All’archivio di stato di Pescia è molto difficile ottenere qualcosa di buono, sia perché il materiale è scarso e di difficile consultazione per i profani, sia perché l’impiegato che ci ha ricevuto sembrava quasi infastidito dalla nostra presenza e sembrava volesse tenersi per sé tutti gli schedari di cui era in possesso. Abbiamo comunque ottenuto qualche informazione sui nostri avi e siamo venuti a sapere che una famiglia francese, tempo fa, ha chiesto notizie di tale Guerrazzo D’Ulivo vissuto nel 1800 circa. Dunque dovremmo avere un avo in comune con questa famiglia, probabilmente còrsa, o della Francia del sud, poiché oggi su internet ho trovato diversi D’Ulivo (o Ulivo o Dulivo) in quelle zone. Probabilmente qualche parente di un nostro avo era emigrato in Corsica durante la dominazione napoleonica. Per fortuna però i nostri avi, probabilmente, non si sono mossi per secoli dalla solita parrocchia, Castellare di Pescia. Questo facilita molto le indagini.
La seconda tappa l’abbiamo fatta al cimitero, alla ricerca di qualche lapide.Sembra che non ce ne siano, ma siamo stati accolti con entusiasmo dalla signora dell’ufficio cimiteriale che ci ha mostrato alcuni registri dal 1880 in poi. Abbiamo trovato alcune conferme di quello che Flavio aveva già scoperto e date di nascita, di morte, di sepoltura (ora compresa) del nostro bisnonno Candido, della nostra bisnonna Elvira, e del nostro trisavolo Emilio. Tutte queste persone, dopo dieci anni dalla sepoltura, sono finite nell’ossario comune (erano contadini)
La terza tappa, dalla quale contavamo di ottenere maggiori informazioni, è stata all’archivio delle parrocchie (vescovado). Siamo fortunati perché lì lavora un ragazzo esperto e disponibile ad aiutarci. Così ci siamo messi alla caccia dei certificati di battesimo e di matrimonio. Abbiamo anche consultato un censimento del 1841. E’ molto difficile leggere nella scrittura di uno o due secoli fa, a volte è difficile interpretare quello che c’è scritto. Spesso i dati non sono esatti (Pietro diventa Piero, D’Ulivo D’Olivo, gli anni vengono conteggiati approssimativamente, un po’ come fanno ancora gli anziani). Prima di un certo periodo i documenti sono in latino. Per fortuna c’era il ragazzo, un fenomeno nell’individuazione del nome D’Ulivo in mezzo a centinaia di parole incomprensibili e generoso nel darci dritte importanti. Alla fine siamo riusciti a risalire al certificato di battesimo del nostro avo Pietro, nato il 5 giugno 1715, figlio di Giovanni, figlio del fu Pietro (foto). Dunque, il babbo e il nonno di Pietro (Pietro anche lui) hanno vissuto nel 1600, sempre nella parrocchia di Castellare di Pescia.
Siamo usciti entusiasti. Al prossimo giro contiamo di andare avanti nella scala dei nostri avi (il bibliotecario ci ha detto che potremmo arrivare al 1400) e di ampliare le nostre notizie (che lavoro facevano, se sapevano leggere o scrivere, ecc.).
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domenica 17 febbraio 2008
Dante
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lunedì 31 dicembre 2007
Vini d'annata
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martedì 25 dicembre 2007
Pranzo di Natale
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venerdì 23 novembre 2007
1904
Nel 1904 il Presidente del Consiglio è Giolitti, a Milano viene proclamato il primo sciopero generale italiano. A Sant Louis si svolge
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giovedì 22 novembre 2007
Pian pianino
Pian pianino la nonna torna alla normalità. Dorme parecchio, non ha voglia di mangiare, vuol tornare a casa (anche se c'è già). Però, anche stavolta, ha fatto una pernacchia a tutti quelli che la pronosticavano alla fine della corsa. Per superare meglio il periodo di convalescenza l'hanno cambiata un po' (abbandonando la vestaglia da samurai a fiori che si vede nella foto): le hanno messo una camicia da notte verde, un golfino chiaro e una mantellina di lana color lavanda. Ha avuto da ridire perché c'era troppo colore, ha sempre portato vestiti scuri perché vedova da 70 anni e passa...
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giovedì 8 novembre 2007
E' tornata!
Polmonite? Chi se ne frega! La nonna (103 anni e 40 giorni) è stata ricoverata qualche giorno all'ospedale con la broncopolmonite. Dopo un paio di giorni s'è scocciata di star lì, s'è alzata in piedi e ha cominciato a urlare per il corridoio pretendendo di tornare a casa. Un medico è riuscito a convincerla, con un po' di forza, a tornare a letto, ma lei gli ha tirato un mandarino in testa. Dopo s'è calmata, s'è rifatta il letto e s'è messa a dormire. Stasera ha ricominciato a mangiucchiare e ora è lì che riposa nel suo letto di casa. Vedremo.
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domenica 14 ottobre 2007
Acquerino
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lunedì 1 ottobre 2007
103
Ieri, 29 settembre, nonna Beppa ha compiuto 103 anni. Cammina e mangia da sola, sfoglia Vanity fair, mette a posto (secondo la sua logica) e parla con la televisione . Ma non pretendete di farle fare qualcosa: potrebbe darvi uno sganassone. Per il suo carattere è soprannominata “la nonna da guardia”.
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Maldipancia
Ci sono ancora articoli che mi fanno male. Male alla pancia. Inutili due decenni passati a leggere e vedere di tutto. Le macchine arrivano alla rotonda all'entrata del parco. Un uomo dentro l'auto abbassa il finestrino. Un ragazzo sulla strada, maggiorenne, tratta il prezzo. Il ragazzo gli dice dove parcheggiare, in una zona buia. Poco più in là un minorenne segue la macchina e sale dentro. Dopo un quarto d'ora il lavoro è finito. Una parte dei soldi rimane a lui, il resto a qualcun'altro. I ragazzini sono rumeni e slavi. I bambini sono rom. Parco delle Cascine, Firenze, Italia.
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domenica 30 settembre 2007
Le foto della Polonia
Se qualcuno ti propone una serata per vedere le diapositive delle vacanze ti precipiti subito a inventarti una scusa. Se qualcuno ti propone di vedere le diapositive della Polonia rimani impietrito dal terrore. Se Michela ti propone di vedere per la seconda volta le diapo della Polonia io e Faby accettiamo con gioia e portiamo anche i nostri amici milanesi Elisa e Claudio. Michela non è una fotografa professionista, noi non siamo intenditori di fotografia, ma per trasmettere le emozioni non c'è bisogno di tecnica, per viverle neanche. Auschwitz, Danzica, Cracovia e Varsavia, grazie a lei (che ama fotografare ma non esser fotografata), rimangono nella nostra memoria. Da vedere.

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